December 04, 2014 at La Fabbrica del Vapore in Milan.
La sovversione del sensibile
nell’ambito di Aspettando Mediterranea 17 – No food’s land – Young artists Biennale – Milano 2015
5 Dicembre/11 Gennaio 2015
Inaugurazione 4 Dicembre ore 18.00
Sala delle colonne/Fabbrica del Vapore, Via Procaccini, 4 Milano
A cura di Marco Trulli
Artisti
Gruppo A12 (IT), Charbel Samuel Aoun (LB), Embroiderers of actuality (Abdelaziz Zerrou – MA; Aglaia Haritz – CH), Gian Maria Tosatti (IT), Alexandros Kaklamanos (GR), Sigurdur Atli Sigurdsson (IS), Khaled Jarrar (PS), Didem Erk (TR), Moussa Sarr (F).
Progetto di allestimento: Arch. Francesca Fornasari
Allestimento: Careof
Assistant curator: Aurora Morelli
Organizzazione: BJCEM
Ufficio Stampa: CLP Relazioni pubbliche
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Grafica: Milano Collective
Ingresso gratuito
Orari di apertura: da lunedì a domenica 14.00 – 19.30
25 – 26 dicembre, 1 gennaio 16.00 – 19.30
Comunicato stampa e immagini su
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“Sometimes doing something poetical can become political, and sometimes doing something political can became poetic“
Francis Alys
Il 4 Dicembre presso la Sala delle Colonne della Fabbrica del Vapore, nell’ambito di Apettando Mediterranea 17 – Young Artists Biennale 2015, inaugurerà la mostra collettiva La sovversione del sensibile, a cura di Marco Trulli
La sovversione del sensibile è il tentativo di organizzare quelle ricerche artistiche contemporanee che, rivolgendosi ai temi sociali, provano a mettere in discussione il rapporto consolidato dell’arte con la rappresentazione e la mimesi del reale.
Partendo dalla lettura critica che, ne “La distribuzione del sensibile” Jacques Rancière compie rispetto ai “regimi di informazione”, la mostra intende proporre un ragionamento su quelle forme artistiche che problematizzando la relazione tra arte e politica, producono visioni e slittamenti dello sguardo.
La Partage du sensible è, secondo Rancière, quel sistema di leggi implicite che definiscono in maniera “poliziesca”, le forme dell’inclusione e dell’esclusione, lo spazio estetico all’interno della società. La teoria di Rancière pertanto, afferma che i regimi di distribuzione del sensibile assegnano una porzione di immaginario precostituita ad ogni categoria sociale. Spetta al lavoro della finzione il ruolo di “designare le nuove configurazioni del visibile, del dicibile e del pensabile e, per ciò stesso, un paesaggio nuovo del possibile.” L’arte, infatti, decostruisce questo tipo di organizzazione e la sovverte radicalmente, immaginando nuove possibilità, inedite fughe dell’immaginazione.
Dunque i lavori in mostra producono così “forme sensibili”, ognuna delle quali rappresenta i diversi tentativi da parte degli artisti di ridefinire il proprio ruolo estetico all’interno delle comunità, reali e virtuali, quali esse siano. Si tratta quindi di un percorso visivo, nato attraverso una selezione di artisti che hanno preso parte alle diverse edizioni della Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo, che mette in crisi le categorie estetiche del senso comune al fine di produrre una sorta di democrazia dello sguardo. Tale senso della ricerca persegue quell’attitudine dell’arte contemporanea di fornire suggestioni, immagini di riferimento per un pubblico che si riconosce in esse. Si produce in questo modo, una nuova idea di monumentale, inteso come segno memorabile all’interno dell’immaginario collettivo. Quelle presentate, sono forme di appropriazione del reale che non intendono raccontare storie ma provano a stabilire “delle relazioni nuove fra le parole e le forme visibili, la parola e la scrittura, il qui e l’altrove, l’ora e l’allora.” In sostanza La sovversione del sensibile, prova ad interrogarsi sulle seguenti questioni, che definiscono l’implicazione inestricabile tra le forme del poetico e quelle del politico. Quali sono le conseguenze dell’arte nel reale? Come la forma poetica diventa politica e viceversa?
La selezione degli artisti presenti disegna un ampio panorama di rappresentazioni, cortocircuiti e narrazioni del reale che riflettono sulla posizione dell’artista nel contesto sociale, culturale e urbano mediterraneo. Molti artisti ricercano nella relazione tra desiderio e territorio la tensione necessaria per produrre la propria indagine estetica. Storie di confini e ricerche che interrogano lo spazio pubblico, proiezioni anomale della pianificazione urbana futura. Sono quei progetti che, interpretando i territori come “macchine desideranti”, riplasmano geografie e narrazioni nomadi. Alcune opere intessono una relazione con i contesti sociali finalizzata proprio a lavorare sull’immaginario e sull’identità nei gruppi sociali marginali o a costruire dispositivi di ascolto e reinterpretazione. La sovversione del sensibile è anche un itinerario geografico e geopolitico che riannoda alcuni punti nevralgici del Mediterraneo: da Lampedusa a Gezi Park, dal Muro di Gerusalemme alla Medina di Tetouan, gli interventi artistici creano slittamenti e finzioni necessarie a guardare l’attualità socio-politica in maniera obliqua. Allo stesso tempo, in mostra vengono presentate anche ricerche più intime che lavorano sulla proiezione personale dell’artista nello spazio e nell’immaginario pubblico e sociale.
Parallelamente, dall’1 al 3 Dicembre 2014, alla Fabbrica del Vapore di Milano, si tiene Practices as an Intersection in a Fragile Environment a cura di Claudio Zecchi, una piattaforma di dibattito e riflessione, strutturato in tre panel discussions, in una prospettiva che pone le pratiche artistiche al centro di un percorso che ha le proprie coordinate di riferimento in un territorio fragile e precario come quello del rapporto tra arte e attivismo.
Parteciperanno: Fokus Grupa (artisti, Croazia); Khaled Jarrar (artista, Palestina); Gruppo A12 (artisti/architetti, Italia); Francesca Guerisoli (storica dellʼarte e curatrice, Italia); Isola Art Center (progetto, Italia).